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Marzo 2009

30 Marzo 2009


 

“L’acqua è un diritto, non una merce!” è il chiaro ed esplicito slogan del Forum italiano dei movimenti per l’acqua.Nel sito www.acquabenecomune.org troverete la storia e  le iniziative di questo movimento.

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Vogliamo segnalare la proposta di legge di iniziativa popolare propugnata dal Forum, una proposta che ha raccolto più di 400.000 firme, contro le 50.000 previste dalla Costituzione, e che recita:  “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

L’assunto fondamentale è che “L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti”.

Tutto ciò in vista di un cambiamento normativo nazionale, “che segni una svolta radicale rispetto alle politiche, trasversalmente condivise negli ultimi vent’anni, che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione”.

La proposta di legge è attualmente in discussione alla VIII Commissione permanente della Camera dei Deputati  (Ambiente, territorio e lavori pubblici).


 
 

26 Marzo 2009


 


Ogni giorno le cambiate abitudini alimentari, dettate per lo più da diete non sempre corrette, unite agli stress e ad una sempre maggiore sedentarietà, hanno portato larghi strati delle popolazioni dei maggiori Paesi industrializzati, tra cui l’Italia, ad un cospicuo aumento di peso, responsabile il più delle volte di obesità, diabete, arteriosclerosi, disturbi cardiocircolatori e purtroppo anche tumori.spada_034.JPG

Proprio da recenti ricerche, risulta sempre più evidente l’insorgenza di neoplasie legate a diete squilibrate e ricche di grassi animali. Da questi allarmanti dati, s’impone una dieta razionale, povera di grassi animali, ma ricca di ortaggi e verdure (le fibre vegetali risultano congeniali regolatori dell’apparato intestinale) e, per il loro apporto vitaminico e proteico, di pesci.

Questi ultimi ritenuti erroneamente “carni di minor resa” rispetto alla solita fettina, hanno - sia azzurro che surgelato - costi relativamente limitati e lo stesso valore nutrizionale dei pesci freschi, compresi quelli considerati di pregio e, ovviamente, quelli affumicati e quelli essiccati e sotto sale, come stoccafisso e baccalà

Infatti, al contrario di quanto generalmente è creduto, i pesci per il loro buon contenuto in proteine nobili, fosforo, vitamine e un elemento vitale come lo iodio, che regola la perfetta funzione della tiroide, nonché di grassi insaturi, risultano più digeribili (sia in età pediatrica che senile) della carne in quanto hanno meno tessuto connettivo e procurano meno scorie all’organismo umano.

Per questo il consumo pesce può prevenire malattie come l’ipertensione e arteriosclerosi. Affermazioni confermate da eminenti studiosi di livello internazionale, dai cui sudi emergono insospettate realtà: negli esquimesi, notoriamente riconosciuti come i più grandi consumatori di pesce, la mortalità per cause cardiovascolari è pressoché sconosciuta. Mentre purtroppo, non si può dire altrettanto da noi.

Dal punto di vista gastronomico, il pesce rappresenta una fonte inesauribile per moltissimi piatti. Sia di raffinata che di semplice matrice, ma tutti molto buoni e, cosa non comune, di basso o limitato costo come quelli che seguono.



 
 

24 Marzo 2009


 


Dalla V Giornata Mondiale dell’Acqua arrivano importanti consigli sull’utilizzo dell’acqua potabile del rubinetto come particolare strategia per contribuire quotidianamente alla lotta contro i cambiamenti climatici e per migliorare il bilancia della propria economia domestica. A sostenerlo gli Ecologisti Democratici che evidenziano come gli italiani siano i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale con oltre 200 litri a persona e quanto questo si ripercuote inevitabilmente sull’uso delle bottiglie di plastica, per un totale di oltre 6 miliardi di bottiglie consumando 80.000 tonnellate di petrolio e producendo 624.000 tonnellate di CO2.
Questi dati assumono una rilevante importanza se si considera anche la qualità certificata e controllata delle nostre sorgenti, il fatto che l’Italia è il quinto importatore mondiale di acqua minerale e che negli altri paesi europei il consumo di acqua in bottiglia costituisce un mercato di nicchia, tanto che in Inghilterra si consumano 23 litri procapite all’anno.
Non bisogna pertanto dimenticare, come sottolineano in Ecodem, ciò che sta a monte della bottiglia d’acqua minerale, ovvero il processo produttivo, imbottigliamento, confezionamento, trasporto e smaltimento, di quest’ultima con i costi delle esternalità ambientali ad esso connessi. Il spesa che le famiglie si ritrovano a sostenere per l’approvvigionamento di acqua minerale è quindi di oltre 300 euro, quando invece, sostengono gli Ecodem, questi soldi potrebbero essere spesi in modo migliore sostenendo la causa ambientale di salvaguardia dell’ambiente utilizzando acqua di rubinetto.

Tratto da La Repubblica


 
 

18 Marzo 2009


 


Entro il 2030 quasi la metà della popolazione mondiale vivrà in zone con carenza d’acqua. A sottoscrivere lo scenario è il rapporto “L’Acqua in un Mondo in Trasformazione” redatto da oltre due dozzine di istituzioni dell’Onu.
Circa un miliardo di persone, secondo le ultime stime internazionali, già ora non dispone di acqua potabile, circa 2,5 miliardi non possiedono i servizi sanitari, solo il 16% usufruisce di acqua in casa, mentre l’84% deve cercarla presso fonti dove è scarsa o di qualità scadente. Inoltre 8 milioni di persone, perlopiù bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acqua. E il futuro si fa ancora più nero.

Rubinetto

Secondo le previsioni dell’Onu, inoltre, la popolazione mondiale di 6,6 miliardi di persone crescerà di 2,5 miliardi entro il 2050, per la maggior parte nei Paesi in via di sviluppo, dove molte zone soffrono già di scarsità idrica. La crescita demografica, quindi, si tradurrà in un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all’anno, sottolinea il rapporto. Che rileva come ormai la maggior parte del Nord Africa e del Medio Oriente, abbiano già toccato il limite delle proprie risorse idriche.

Con questi scenari e questi numeri si apre a Istanbul il Quinto Forum Mondiale dell’Acqua (World Water Forum), la più grande manifestazione relativa alla risorsa acqua, che si terrà in Turchia fino al 22 marzo, con l’obiettivo di inserire la crisi idrica mondiale nell’agenda internazionale. Il Forum, che ha cadenza triennale, riunisce esponenti di tutti i campi per trovare soluzioni sostenibili alle sfide idriche mondiali. Oltre 3.000 le organizzazioni partecipanti e oltre 10.000 i convegnisti che si incontreranno a Istanbul.

Il Forum di quest’anno vedrà la partecipazione di capi di Stato internazionali, rappresentanti delle Nazioni Unite, ministri, parlamentari, autorità locali e altri funzionari governativi, oltre a professionisti del settore idrico, attivisti e altre parti interessate. Nel corso del Forum di quest’anno sarà reso noto il rapporto mondiale sullo sviluppo idrico delle Nazioni Unite (United Nations World Water Development Report) che darà informazioni ancora più approfondite sulle risorse di acqua dolce.



 
 

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