29 Giugno 2008
Le risorse della Terra sono limitate, eppure si stanno esaurendo ad un ritmo allarmante. Secondo una recente relazione del WWF, se i modelli di produzione e consumo attuali rimangono invariati e se la crescita demografica prosegue indisturbata, fra 50 anni serviranno due pianeti.
Si devono trovare modi più efficienti per utilizzare l’energia e le risorse, migliorare i processi produttivi, sviluppare nuove tecnologie e portare avanti l’innovazione. Ma soprattutto si devono ideare modelli di consumo e stili di vita nuovi e più sostenibili.
La Commissione europea sta affrontando il problema con due proposte sulla produzione e il consumo sostenibili e sulla politica industriale sostenibile. Esortando ad una produzione più pulita e articoli migliori, queste proposte mirano a modificare il comportamento dei consumatori, sensibilizzare sulla sostenibilità e fornire ai cittadini informazioni più accurate sui prodotti.
Si è convenuto sul fatto che il consumo sostenibile sia una sfida chiave e sulla necessità di una produzione e di un consumo più efficienti, se si vuole “ottenere di più utilizzando meno” ed innalzare il tenore di vita senza eccessive pressioni sulle risorse del pianeta. Ovviamente tale obiettivo non si può conseguire da un giorno all’altro e dipenderà dalla condivisione delle responsabilità. Ognuno infatti ha un ruolo: autorità pubbliche, imprese, associazioni dei consumatori, ONG e cittadini.
Molti fattori culturali, economici, sociali e psicologici influiscono sui comportamenti, spesso paralizzandoci in abitudini di consumo insostenibili. Persino chi afferma di acquistare alimenti biologici per motivi ambientali e di salute può cambiare idea se i prodotti non rientrano nel proprio budget.
Come si può dunque consumare in modo più sostenibile? Servono delle iniziative in ambiti quali l’informazione e l’educazione dei consumatori, la promozione del “mercato ecologico” e di una più stretta collaborazione con i dettaglianti.
I consumatori devono avere più voce in capitolo ed essere meglio informati nella scelta dei prodotti da acquistare. È fondamentale che ricevano indicazioni chiare, affidabili e scientifiche sulla performance ambientale dei beni: l’accesso a tali informazioni stimolerà l’acquisto, pubblico e privato, di prodotti più ecologici. Inoltre, i consumatori devono essere tutelati dal “clamore” suscitato dall’ecologia e dalla pubblicità ingannevole sull’ecocompatibilità. Un’opzione potrebbe essere il rafforzamento dell’applicazione della legislazione sulle pratiche commerciali sleali, facilitando l’accesso ai dati ambientali dei prodotti e l’identificazione di falsi argomenti ambientali.
Tratto da L’ambiente per gli Europei, nel Portale dell’Unione Europea








