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Categoria 'Eventi'

18 Marzo 2009


 


Entro il 2030 quasi la metà della popolazione mondiale vivrà in zone con carenza d’acqua. A sottoscrivere lo scenario è il rapporto “L’Acqua in un Mondo in Trasformazione” redatto da oltre due dozzine di istituzioni dell’Onu.
Circa un miliardo di persone, secondo le ultime stime internazionali, già ora non dispone di acqua potabile, circa 2,5 miliardi non possiedono i servizi sanitari, solo il 16% usufruisce di acqua in casa, mentre l’84% deve cercarla presso fonti dove è scarsa o di qualità scadente. Inoltre 8 milioni di persone, perlopiù bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acqua. E il futuro si fa ancora più nero.

Rubinetto

Secondo le previsioni dell’Onu, inoltre, la popolazione mondiale di 6,6 miliardi di persone crescerà di 2,5 miliardi entro il 2050, per la maggior parte nei Paesi in via di sviluppo, dove molte zone soffrono già di scarsità idrica. La crescita demografica, quindi, si tradurrà in un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all’anno, sottolinea il rapporto. Che rileva come ormai la maggior parte del Nord Africa e del Medio Oriente, abbiano già toccato il limite delle proprie risorse idriche.

Con questi scenari e questi numeri si apre a Istanbul il Quinto Forum Mondiale dell’Acqua (World Water Forum), la più grande manifestazione relativa alla risorsa acqua, che si terrà in Turchia fino al 22 marzo, con l’obiettivo di inserire la crisi idrica mondiale nell’agenda internazionale. Il Forum, che ha cadenza triennale, riunisce esponenti di tutti i campi per trovare soluzioni sostenibili alle sfide idriche mondiali. Oltre 3.000 le organizzazioni partecipanti e oltre 10.000 i convegnisti che si incontreranno a Istanbul.

Il Forum di quest’anno vedrà la partecipazione di capi di Stato internazionali, rappresentanti delle Nazioni Unite, ministri, parlamentari, autorità locali e altri funzionari governativi, oltre a professionisti del settore idrico, attivisti e altre parti interessate. Nel corso del Forum di quest’anno sarà reso noto il rapporto mondiale sullo sviluppo idrico delle Nazioni Unite (United Nations World Water Development Report) che darà informazioni ancora più approfondite sulle risorse di acqua dolce.



 
 

10 Giugno 2008


 

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Anche quest’anno Legambiente organizza “Operazione Po”, la campagna di valorizzazione del Grande Fiume.

Obiettivo dell’iniziativa è coinvolgere popolazioni rivierasche e istituzioni locali e regionali sulla base alle proposte elaborate da questa associazione in occasione del Congresso del Po, in previsione di una serie di misure per il risanamento e la valorizzazione delle realtà naturalistiche, culturali, gastronomiche e turistiche del corso d’acqua e dei territori rivieraschi.

Per fare ciò, Legambiente intende creare una rete di soggetti interessati e alleanze con istituzioni, associazioni, imprese e organizzazioni presenti sul territorio e disponibili a partecipare ad iniziative a livello generale e/o locale.

L’edizione 2008 rappresenterà un ulteriore passo in avanti per la valorizzazione delle specificità dei territori che si affacciano sul Grande Fiume.

Il tragitto prevede la partenza da Porto Levante (Rovigo) il 15 giugno con due imbarcazioni (house boat) di 14 metri e la risalita del Canal bianco, con tappe ad Adria e Mantova. Dopo una tappa di trasferimento, il 21 giugno da Isola Serafini (Piacenza) prenderà il via la discesa lungo l’asta principale del fiume, con arrivo Porto Barricata il 28 giugno e tappe principali a Cremona, Torricella di Sissa e Colorno (Parma), Boretto e Guastalla (Reggio Emilia), Pieve di Coriano e Revere (Mantova), Pontelagoscuro, Ferrara e Mesola (Basso Ferrarese).

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Ogni tappa sarà un’occasione per organizzare iniziative assieme a istituzioni, autorità locali e movimenti, realizzando anche momenti festosi, di approfondimento delle particolarità dei luoghi e di valorizzazione delle specificità del territorio, sia organizzando momenti dedicati (iniziative pubbliche, visite guidate a luoghi di particolare interesse storico-culturale e/o paesaggistico), sia prendendo parte ad iniziative locali già previste.

La campagna sarà inoltre un’occasione per presentare la guida agli itinerari turistici del Po, in fase di realizzazione, con una serie di informazioni sui luoghi da visitare, le possibilità di approdo, i beni culturali ed ambientali, i prodotti tipici e gli itinerari ciclabili presenti lungo le sponde del Po.


 
 

8 Giugno 2008


 

Il grande fiume che ha bisogno di aiuto è il nostro Po, il fiume lungo le cui sponde si è sviluppata una civiltà in pericolo di degrado. Questo è l’assunto fondamentale del convegno organizzato a Rovigo, il 7 giugno, da Slow Food © Italia, in collaborazione con la Regione Veneto, nell’ambito dell’evento Terre d’Acqua.

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Molti gli spunti forniti da questo simposio che ha toccato anche molti temi della cultura materiale, tra i quali la gastronomia. A latere un’esposizione dei prodotti enogastronomici del Delta del Po e di altre aree marine.

Gli interventi dei relatori hanno messo in luce il ruolo fondamentale del Grande Fiume nell’ambito della nostra economia: il Po “vale” il 38% del PIL nazionale!

Tra i problemi segnalati dagli studiosi rilevano la perdita di biodiversità dovuta all’inquinamento, ai cambiamenti climatici, alla degradazione del fiume, alla cementificazione degli argini, all’introduzione di specie ittiche esotiche (alloctone) con conseguente perdita di identità e di zone umide, l’habitat tipico del fiume.

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La sovrapesca, quindi l’eccessivo sfruttamento delle acque a fianco dell’alterazione ambientale portano a una pericolosa mutazione dell’equilibrio tra uomo e fiume.

Conclusione: la civiltà dell’acqua, per continuare ad essere tale, abbisogna di limiti allo sfruttamento.

Il monito è chiaro: andando avanti così non sarà il fiume a scomparire: saremo noi a subire le estreme conseguenze di un degrado provocato dalla nostra irresponsabilità.

Altri interventi hanno toccato i temi dello sviluppo sostenibile (integrità, efficienza ed equità) e della gastronomia intesa come medium di un territorio.

Infine è stata presentata l’associazione Delta Med, un’organizzazione sovranazionale costituita dai più importanti Delta europei, dall’Ebro al Po al Danubio e il logo, realizzato da un grafico catalano, destinato a identificare il riso dei delta del Mediterraneo.

Luci e ombre, dunque, sulla sorte delle nostre acque. Gli spiragli di luce vengono dalla consapevolezza di quanto sia importante la collaborazione tra le diverse culture che, nel tempo, si sono sviluppate nei bacini e nei delta dei grandi fiumi europei.


 
 

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