Dinon Group


11 Giugno 2009


 

Sappiamo, oramai, quanto sia importante per la nostra salute un’alimentazione sana e corretta. E gustosa, aggiungiamo, perché non si tratta solo della salute ma della soddisfazione di un nostro fondamentale diritto: stare bene in tutti i sensi.

Per il genere umano l’alimentazione è  soprattutto espressione di una cultura. Per noi Italiani è anche un modo di evidenziare un’appartenenza, di manifestare uno stile di vita in un contesto nazionale frammentato in centinaia di culture legate al territorio e ai “cento campanili” del nostro Paese.

Per questo abbiamo deciso di presentare un volumetto di ricette dell’Alto Adriatico, la nostra area di elezione, dedicato ai tanti modo di cucinare il pesce.

ricette-da-mar003.JPG

Il libro, non a caso, si intitola Ricette da Mar - chissà se l’assonanza con “ricette da amar” è stata effettivamente voluta… - e presenta più di cinquanta ricette, divise per antipasti, primi, secondi e ricette base, ognuna proposta da uno chef della zona (e puntualmente accompagnata da una sapiente indicazione per quel che riguarda il vino).

Queste ricette sono davvero l’espressione di una cultura millenaria, la cultura delle genti che hanno per secoli vissuto sulle coste del nostro mare, e contiamo che possano essere un valido spunto per chiunque ami il mare, considerato che alcune ricette non sono difficili. L’importante è mettersi a fornelli con amore, per noi e per chi vogliamo gratificare con un bel piatto a base di pesce (possibilmente dell’Adriatico).

Molto importanti sono i saggi di  Raffaele Girotto, Fausto Maculan, Giampiero Borato e Francesco Soletti perché non solo introducono, ma trasmettono un’autentica cultura del mare e delle sue risorse.

Di Cristiano Bulegato sono le belle foto che corredano le ricette.


 
 

30 Aprile 2009


 

 

acqua-uguale-per-tutti.jpg

Segnaliamo un altro importante sito dedicato ad un tema che ci sta a cuore: la salvaguardia dell’acqua come patrimonio dell’umanità.

Quasta volta è il turno del Contratto mondiale sull’acqua. Per un primo contatto ne riportiamo alcuni principi fondamentali.

1. L’acqua appartiene agli abitanti della terra

In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, l’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune.

A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata.

L’acqua è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. L’agricoltura, l’industria e la vita domestica sono profondamente legate ad essa.

Il suo carattere «insostituibile» significa che l’insieme di una comunità umana - ed ogni suo membro - deve avere il diritto di accesso all’acqua, e in particolare, all’acqua potabile, nella quantità e qualità necessarie indispensabili alla vita e alle attività economiche

Non ci può essere produzione di ricchezza senza accesso all’acqua.

L’acqua non è paragonabile a nessun’altra risorsa:non può essere oggetto di scambio commerciale di tipo lucrativo.

2. Un diritto collettivo

L’acqua appartiene più all’economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all’economia privata dell’accumulazione individuale ed altre forme di espropriazione della ricchezza

Mentre nel passato la condivisione dell’acqua è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l’accesso all’acqua come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo.

Il diritto all’acqua è una parte dell’etica di base di una buona società e di una buona economia. E’ compito della società, nel suo complesso e ai diversi livelli di organizzazione sociale, garantire il diritto di accesso, secondo il doppio principio di corresponsabilità e sussidiarietà, senza discriminazioni di razza, sesso, religione, reddito o classe


 
 

30 Marzo 2009


 

“L’acqua è un diritto, non una merce!” è il chiaro ed esplicito slogan del Forum italiano dei movimenti per l’acqua.Nel sito www.acquabenecomune.org troverete la storia e  le iniziative di questo movimento.

 banner_l.gif
Vogliamo segnalare la proposta di legge di iniziativa popolare propugnata dal Forum, una proposta che ha raccolto più di 400.000 firme, contro le 50.000 previste dalla Costituzione, e che recita:  “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

L’assunto fondamentale è che “L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti”.

Tutto ciò in vista di un cambiamento normativo nazionale, “che segni una svolta radicale rispetto alle politiche, trasversalmente condivise negli ultimi vent’anni, che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione”.

La proposta di legge è attualmente in discussione alla VIII Commissione permanente della Camera dei Deputati  (Ambiente, territorio e lavori pubblici).


 
 

26 Marzo 2009


 


Ogni giorno le cambiate abitudini alimentari, dettate per lo più da diete non sempre corrette, unite agli stress e ad una sempre maggiore sedentarietà, hanno portato larghi strati delle popolazioni dei maggiori Paesi industrializzati, tra cui l’Italia, ad un cospicuo aumento di peso, responsabile il più delle volte di obesità, diabete, arteriosclerosi, disturbi cardiocircolatori e purtroppo anche tumori.spada_034.JPG

Proprio da recenti ricerche, risulta sempre più evidente l’insorgenza di neoplasie legate a diete squilibrate e ricche di grassi animali. Da questi allarmanti dati, s’impone una dieta razionale, povera di grassi animali, ma ricca di ortaggi e verdure (le fibre vegetali risultano congeniali regolatori dell’apparato intestinale) e, per il loro apporto vitaminico e proteico, di pesci.

Questi ultimi ritenuti erroneamente “carni di minor resa” rispetto alla solita fettina, hanno - sia azzurro che surgelato - costi relativamente limitati e lo stesso valore nutrizionale dei pesci freschi, compresi quelli considerati di pregio e, ovviamente, quelli affumicati e quelli essiccati e sotto sale, come stoccafisso e baccalà

Infatti, al contrario di quanto generalmente è creduto, i pesci per il loro buon contenuto in proteine nobili, fosforo, vitamine e un elemento vitale come lo iodio, che regola la perfetta funzione della tiroide, nonché di grassi insaturi, risultano più digeribili (sia in età pediatrica che senile) della carne in quanto hanno meno tessuto connettivo e procurano meno scorie all’organismo umano.

Per questo il consumo pesce può prevenire malattie come l’ipertensione e arteriosclerosi. Affermazioni confermate da eminenti studiosi di livello internazionale, dai cui sudi emergono insospettate realtà: negli esquimesi, notoriamente riconosciuti come i più grandi consumatori di pesce, la mortalità per cause cardiovascolari è pressoché sconosciuta. Mentre purtroppo, non si può dire altrettanto da noi.

Dal punto di vista gastronomico, il pesce rappresenta una fonte inesauribile per moltissimi piatti. Sia di raffinata che di semplice matrice, ma tutti molto buoni e, cosa non comune, di basso o limitato costo come quelli che seguono.



 
 

24 Marzo 2009


 


Dalla V Giornata Mondiale dell’Acqua arrivano importanti consigli sull’utilizzo dell’acqua potabile del rubinetto come particolare strategia per contribuire quotidianamente alla lotta contro i cambiamenti climatici e per migliorare il bilancia della propria economia domestica. A sostenerlo gli Ecologisti Democratici che evidenziano come gli italiani siano i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale con oltre 200 litri a persona e quanto questo si ripercuote inevitabilmente sull’uso delle bottiglie di plastica, per un totale di oltre 6 miliardi di bottiglie consumando 80.000 tonnellate di petrolio e producendo 624.000 tonnellate di CO2.
Questi dati assumono una rilevante importanza se si considera anche la qualità certificata e controllata delle nostre sorgenti, il fatto che l’Italia è il quinto importatore mondiale di acqua minerale e che negli altri paesi europei il consumo di acqua in bottiglia costituisce un mercato di nicchia, tanto che in Inghilterra si consumano 23 litri procapite all’anno.
Non bisogna pertanto dimenticare, come sottolineano in Ecodem, ciò che sta a monte della bottiglia d’acqua minerale, ovvero il processo produttivo, imbottigliamento, confezionamento, trasporto e smaltimento, di quest’ultima con i costi delle esternalità ambientali ad esso connessi. Il spesa che le famiglie si ritrovano a sostenere per l’approvvigionamento di acqua minerale è quindi di oltre 300 euro, quando invece, sostengono gli Ecodem, questi soldi potrebbero essere spesi in modo migliore sostenendo la causa ambientale di salvaguardia dell’ambiente utilizzando acqua di rubinetto.

Tratto da La Repubblica


 
 

18 Marzo 2009


 


Entro il 2030 quasi la metà della popolazione mondiale vivrà in zone con carenza d’acqua. A sottoscrivere lo scenario è il rapporto “L’Acqua in un Mondo in Trasformazione” redatto da oltre due dozzine di istituzioni dell’Onu.
Circa un miliardo di persone, secondo le ultime stime internazionali, già ora non dispone di acqua potabile, circa 2,5 miliardi non possiedono i servizi sanitari, solo il 16% usufruisce di acqua in casa, mentre l’84% deve cercarla presso fonti dove è scarsa o di qualità scadente. Inoltre 8 milioni di persone, perlopiù bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acqua. E il futuro si fa ancora più nero.

Rubinetto

Secondo le previsioni dell’Onu, inoltre, la popolazione mondiale di 6,6 miliardi di persone crescerà di 2,5 miliardi entro il 2050, per la maggior parte nei Paesi in via di sviluppo, dove molte zone soffrono già di scarsità idrica. La crescita demografica, quindi, si tradurrà in un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all’anno, sottolinea il rapporto. Che rileva come ormai la maggior parte del Nord Africa e del Medio Oriente, abbiano già toccato il limite delle proprie risorse idriche.

Con questi scenari e questi numeri si apre a Istanbul il Quinto Forum Mondiale dell’Acqua (World Water Forum), la più grande manifestazione relativa alla risorsa acqua, che si terrà in Turchia fino al 22 marzo, con l’obiettivo di inserire la crisi idrica mondiale nell’agenda internazionale. Il Forum, che ha cadenza triennale, riunisce esponenti di tutti i campi per trovare soluzioni sostenibili alle sfide idriche mondiali. Oltre 3.000 le organizzazioni partecipanti e oltre 10.000 i convegnisti che si incontreranno a Istanbul.

Il Forum di quest’anno vedrà la partecipazione di capi di Stato internazionali, rappresentanti delle Nazioni Unite, ministri, parlamentari, autorità locali e altri funzionari governativi, oltre a professionisti del settore idrico, attivisti e altre parti interessate. Nel corso del Forum di quest’anno sarà reso noto il rapporto mondiale sullo sviluppo idrico delle Nazioni Unite (United Nations World Water Development Report) che darà informazioni ancora più approfondite sulle risorse di acqua dolce.



 
 

25 Novembre 2008


 

Nessun singolo alimento può, da solo, essere la chiave della salute di una persona, tuttavia consumare una maggiore quantità di pesce è uno dei metodi che la maggior parte di noi può adottare per migliorare la propria alimentazione e la propria salute.  

Molte delle ricerche sui benefici degli acidi grassi Omega-3 indicano il pesce come la fonte principale. Salmone, sardine, tonno e crostacei hanno un alto contenuto di acidi grassi Omega-3, ma si raccomanda di aumentare in generale il consumo di ogni tipo di pesce e di frutti di mare.

img_7279.jpg

Generalmente si raccomanda di scegliere una dieta a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo e con un apporto moderato di grassi totali. Le carni grasse e i prodotti caseari interi sono le fonti principali di grassi saturi.

I grassi insaturi si trovano principalmente in alcuni olii vegetali. Le diete più ricche di grassi monoinsaturi e polinsaturi abbassano i livelli di colesterolo “cattivo”, mentre i grassi saturi li aumentano. Di conseguenza, la dieta ideale dovrebbe essere più ricca di grassi monoinsaturi e polinsaturi rispetto all’alimentazione attualmente adottata in Europa.

Aumentare l’assunzione di omega-3 

Nella categoria dei grassi polinsaturi sono comprese due importanti sottoclassi di acidi grassi: gli Omega-3 e gli Omega-6. Gli olii vegetali sono ricchi di acidi grassi Omega-6 e molti europei ne assumono, senza rendersi conto, grandi quantità attraverso l’alimentazione. D’altro canto, gli acidi grassi Omega-3 generalmente mancano nella nostra dieta.

Questi si trovano nel pesce, nei crostacei, nel tofu, nelle mandorle e nelle noci, come anche in alcuni olii vegetali come l’olio di semi di lino, l’olio di nocciole e l’olio di colza. Gli Omega-3 hanno un effetto benefico sulla salute cardiovascolare.

Un’altra affascinante area di ricerca sugli acidi grassi Omega-3 riguarda il loro ruolo sulle funzioni cerebrali e su quelle visive; alcune ricerche suggeriscono infatti che questi acidi grassi potrebbero avere un ruolo nella prevenzione della degenerazione maculare, una comune forma di cecità, e avere effetti benefici in alcune patologie depressive.

Le ricerche stanno attualmente studiando l’effetto degli Omega-3 sul sistema immunitario e rivelano un ruolo positivo di questi acidi grassi nei casi di artrite reumatoide, asma, lupus, malattie renali e cancro.

Si raccomanda di consumare pesce ricco di acidi grassi Omega-3 due volte la settimana per ottenere vantaggi apprezzabili per la salute. Anche se non tutti i pesci hanno un alto contenuto di Omega-3, essi possono comunque fornire rilevanti quantità di questi acidi grassi se consumati regolarmente.

Nonostante il pesce azzurro contenga più grassi, questi sono principalmente insaturi. Il pesce e i prodotti ittici sono inoltre ricchi di minerali come ferro, zinco e calcio (pesce in scatola con lische morbide, commestibili).

Farsi prendere dall’onda 

È facile aggiungere più pesce e frutti di mare alla dieta. Un buon suggerimento è semplicemente quello di sostituirli ad altri alimenti. È buona norma sostituire gradualmente uno o due tipi di altri alimenti proteici con il pesce, creando un regime alimentare che preveda di mangiare i prodotti di mare due volte alla settimana.

(EUFIC - European Food Information Council )

Tratto da: Acidi grassi Omega-3: dove trovarli?, in www.vitadidonna.it


 
 

28 Ottobre 2008


 


Si parla molto di Omega 3 in trasmissioni televisive o su riviste come dei componenti salutari dei nostri alimenti, ma pochi spiegano con precisione cosa siano realmente, che benefici forniscano al nostro organismo e dove si trovino.

Tecnicamente gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi che, dal punto di vista chimico, hanno la caratteristica di possedere un doppio legame in posizione 3 (omega 3) o in posizione 6 (omega 6), della catena che li forma.

Per ciò che concerne le funzioni biologiche nell’organismo umano, è possibile sostenere che, tra gli effetti protettivi degli omega 3 i più rilevanti sono sicuramente:

  • azione antiaggregante piastrinica (effetto antitrombotico), cioè ridurrebbero la possibile formazione di coaguli nel sangue.
  • controllo del livello plasmatico dei lipidi, soprattutto dei trigliceridi.
  • controllo della pressione arteriosa , mantenendo fluide le membrane delle cellule, e dando elasticità alle pareti arteriose.

Gli effetti principali sono soprattutto legati alla protezione del cuore e del sistema circolatorio, aspetto positivo già evidenziato dagli studi epidemiologici iniziati intorno agli anni’ 70. In quegli anni furono studiati gli “Inuits” una popolazione eschimese che si cibava prevalentemente di pesce proveniente dalle coste della Groenlandia e del Giappone, già allora emerse molto chiaramente un’incidenza particolarmente bassa di malattia all’apparato cardiovascolare, correlata a quel tipo di alimentazione “marittima”.

salmo.JPG

Ma per mantenere il benessere del nostro organismo è’ consigliabile seguire un’alimentazione varia ed equilibrata caratterizzata da armonia sia qualitativa che quantitativa tra i singoli nutrienti. Per favorire l’introduzione degli omega 3 è opportuno consumare dalle 2 alle 3 porzioni settimanali di pesce, la cui tipologia potrà variare tra le seguenti: sgombro, merluzzo, salmone, pesce spada, tonno, trota. sardina e aringa, altre fonti di omega 3 sono i cereali, le noci, i legumi e l’olio di lino.

Per quanto riguarda le tipologie di cottura più indicate, perché il pesce possa mantenere inalterate le sue benefiche proprietà, le migliori sono sicuramente: al forno, in umido o alla griglia.

spada_034.JPG

Una considerazione da non sottovalutare mai è che un’attività di prevenzione rivolta alle malattie cardiovascolari deve primariamente concentrarsi sulla dieta equilibrata, e parallelamente sulla eliminazione dei fattori di rischio (fumo, obesità e sedentarietà). La società occidentale essendo caratterizzata da un consumo scarso di pesce è maggiormente esposta alle malattie cardiovascolari rispetto a tutte quelle popolazioni (ad esempio quelle orientali) che hanno abitudini alimentari diverse, ecco perché l’indicazione ad un aumento del consumo di pesce è fondamentale.

Da: benessere.com, a cura della dott.ssa Alessandra Mallarino


 
 

21 Settembre 2008


 

pasta-sarde-piselli1.jpg

Seguire «davvero» la dieta mediterranea garantisce una significativa protezione nei confronti della mortalità per qualunque causa e dell’incidenza delle principali patologie cronico-degenerative come quelle del cuore e dei vasi, i tumori, il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer. A ribadirlo con argomentazioni scientifiche ancora più solide che in passato è una metanalisi, cioè una revisione di dati a disposizione da studi precedenti, condotta da specialisti dell’Università di Firenze e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, pubblicata sul prestigioso British Medical Journal.

LO STUDIO - Le ricerche prese in considerazione dai ricercatori toscani hanno «sezionato» le abitudini alimentari e lo stato di salute di più di 1,5 milioni di persone seguite dai 3 ai 18 anni. Tutti gli studi esaminati utilizzavano un punteggio numerico, chiamato punteggio di aderenza, per calcolare quanto fedelmente veniva seguita la dieta Mediterranea. Dall’analisi di questi dati è emerso che coloro che aderivano in maniera rigorosa alla dieta Mediterranea avevano un significativo miglioramento dello stato di salute con una riduzione del 9% della mortalità totale, del 9% della mortalità per cause cardiovascolari, del 13% dell’incidenza di patologie come Parkinson e Alzheimer, e del 6% dell’incidenza o mortalità per tumori.

LE CONSEGUENZE - I risultati di questo studio, presentano importanti implicazioni per la salute pubblica, in particolare modo nel ridurre il rischio di morte prematura nella popolazione generale. Inoltre confermano le raccomandazioni delle correnti linee guida delle più importanti società scientifiche che incoraggiano il profilo dietetico di tipo Mediterraneo per la prevenzione delle principali malattie cronico-degenerative. La dieta mediterranea prevede un consumo abbondante di frutta, verdura, carboidrati complessi, olio di oliva, pesce, e meno di carne, insaccati, formaggi e derivati.

carpaccio1.JPG

MA GLI ITALIANI NON LA FANNO - Ma se da un parte lo studio dell’università di Firenze è una buona notizia, dall’altra è «sconfortante», visto che In Italia la dieta mediterranea viene seguita sempre meno. Secondo i dati forniti da Coldiretti, infatti. è in costante calo il consumo dei prodotti che ne costituiscono le fondamenta. Nel 2008 quello di frutta è calato del 2,6 per cento, quello di olio di oliva del 2,8, quello del pane del 2,5 e quello della verdura dello -0,8. Certamente parte della responsabilità è da scrivere alla crescita dei prezzi di questi generi alimentari, ma è innegabile che lo stile di vita e i gusti degli italiani si siano negli ultimi decenni inesorabilmente «occidentalizzati», spostandosi sempre di più verso un’alimentazione ricca di carne e grassi animali in genere.

Dal Corriere della Sera, 12 settembre 2008


 
 

18 Settembre 2008


 

acqua36.jpg

Dalla doccia alla pulizia della casa agli usi in cucina, dal Wc all’irrigazione delle piante, senza tralasciare lavapiatti o lavatrice, ogni italiano consuma una media dai 170 ai 200 litri di acqua al giorno per i propri usi domestici. In testa alla città più sprecona c’è Torino con 243 litri consumati per ogni abitante ogni giorno, mentre sono gli abitanti di Nicosia, in Sicilia, con i loro 143 litri a testa, a vincere il podio dei più risparmiosi. Subito dopo il capoluogo piemontese si colloca Roma, con 221 litri di acqua pro capite, seguita da Catania (214), Napoli (207), Verona (199) e Milano (191).

Secondo il rapporto 2007 dell’Istituto Ambiente Italia-Dexia (Ecosistema Urbano Europa), a consumare circa 169 litri di acqua al giorno a testa per uso domestico sono i palermitani, mentre a Firenze i consumi scendono a 155 litri. Bari (154), Bologna (149) e Nicosia (143) sono invece le tre città tra le più parche nel consumo di acqua domestica, quell’acqua di migliore qualità oggi a disposizione degli usi casalinghi. Ma l’Italia non è il Paese dove si consuma più acqua nelle case. Ai primi posti nel mondo c’è Bristol con 294 litri pro capite, seguita da Parigi (287), Patrasso (285) e Stoccolma (210). Berlino consuma 163 litri, Londra segna 159 litri a cittadino al giorno, Madrid 140, mentre è Heidelberg a registrare la quantitá inferiore di uso di acqua nelle case: 103 litri al giorno per ogni cittadino.

acqua-ap.jpg

A riportare, goccia dopo goccia, tutti i consumi di acqua nelle case degli italiani e non solo è il biologo Giulio Conte che, nero su bianco, mentre si apre l’eco del documento dell’Expo di Saragozza sulla risorsa più preziosa del pianeta, spiega come non far traboccare i nostri rubinetti. Partendo da un giro di boa. «Convinciamo la gente ad adottare comportamenti virtuosi. Alimentiamo politiche e incentivi che coinvolgano direttamente cittadini e condomini. E diamo maggiore valore all’oro blù. In Italia, infatti, paghiamo l’acqua appena un euro a metrocubo, pari a mille litri, in Germania si spendono più di 3 euro per la stessa quantità» dice Conte, autore del libro-inchiesta «Nuvole e sciacquoni» (Edizioni Ambiente). Ecco cosa fare, dalla doccia allo scarico del water, per risparmiare acqua.

Lasciare il rubinetto del lavandino aperto mentre ci si lava i denti si traduce in 30 litri d’acqua sprecati. Anche mentre ci si fa la barba si può, inoltre, adottare un comportamento virtuoso. «Se si raccoglie l’acqua nel lavandino per risciacquare il rasoio, altri litri d’acqua non andranno in fumo» afferma ancora Conti che nella sua ricerca riporta, punto per punto, le regole del risparmio quotidiano di acqua dettate dall’Agenzia d’Ambito per i Servizi Pubblici di Bologna. Oltre il 30% dell’acqua consumata, anzi sprecata, nelle case è quella che scorre dallo sciacquone del Wc. Ogni volta che si spinge il pulsante scorrono infatti dai 10 ai 12 litri, mentre ne basterebbero molti di meno. Oggi esistono delle tecnologie per ridurre e selezionare la quantità d’acqua necessaria nello sciacquone a seconda della diversa esigenza, basta installare una cassetta con un doppio pulsante e si risparmiano migliaia di litri al giorno. «Un mattone o una bottiglia di plastica piena d’acqua inseriti nella cassetta, sono, a loro volta, ottimi rimedi per regolare il flusso per il water» assicura il biologo Conte. «Al ritmo di 90 gocce al minuto -continua l’esperto- si sprecano per le perdite di acqua in casa oltre 4.000 litri l’anno. Per evitare questo spreco basta una più accurata manutenzione di water e rubinetti» (Se volete potete calcolare quanto acqua sprecate sul sito www.greencrossitalia.it). «Così come -aggiunge- fare il bagno comporta l’uso di oltre 150 litri, mentre per la doccia se ne possono utilizzare tra i 40 ed i 50, basta ricordarsi di chiudere il rubinetto mentre ci si insapona».

Innaffiare il giardino è un altro momento per mettere in atto un congruo risparmio d’acqua. «Se si innaffia verso sera -spiega il biologo Conte- l’acqua evapora più lentamente e non viene sprecata ma assorbita dalla terra. Se poi si raccoglie l’acqua piovana, non si dovrà usare quella potabile del rubinetto che è di qualità superiore e più rara e alle piante non serve. Anzi, amano certo di più l’acqua naturale della pioggia». Anche un semplice frangigetto nel rubinetto, inoltre, diminuisce la quantità d’acqua in uscita. Costano pochi euro e si montano facilmente. E ancora. Risparmiare acqua e lavare bene i piatti si può. Basta riempire una bacinella con l’acqua calda della cottura della pasta, aggiungere sapone e lasciare le stoviglie a mollo per un po’. La pulizia è garantita lo stesso. Risparmi in casa ma non solo. A garantire un risparmio sostanziale di acqua possono essere accorgimenti condominiali che agiscano per tutti gli appartamenti. È il caso di un condominio di Berlino che nelle cantine comuni ha montato un piccolo depuratore per «riciclare» negli sciacquoni l’acqua proveniente dai lavabi o dalle docce. «Un sistema così comporta un risparmio pari al 35%, più del doppio di quello che i singoli cittadini, adottando gli accorgimenti descritti, riescano ad ottenere. Ma certo in Germania l’acqua costa di più che in Italia e si ha maggiore percezione del suo valore» conclude Conte, convinto che basterebbe cominciare dal «recupero dell’acqua dei tetti per sciacquoni e irrigazione delle piante» per dare un bel contributo all’emergenza «oro blu» che, ad oggi, vede 1,4 miliardi di persone senza sufficiente acqua potabile, un miliardo di persone esposte al consumo di acqua non sicura e ben 3,4 mln di persone vittime di malattie trasmesse da acqua contaminata.

Dal Corriere della Sera, 11 settembre 2008


 
 

DINON Group spaP.Iva. IT 01056420290